L’approccio terapeutico con le Medicine Naturali esalta il rapporto empatico Medico-Paziente:

Prima viene l’ascolto del paziente poi la tipologia del disturbo che emergerà lentamente con l’osservazione.

Con il termine “Bioterapie” s’intendono generalmente le terapie naturali come ad esempio la Fitoterapia, la Litoterapia dechelatrice, la Gemmoterapia, l’Organoterapia, la terapia con gli Oligoelementi, i Sali di Schuessler, le quali agiscono in maniera naturale e “biologica” non apportando sostanze chimiche di sintesi create in laboratorio ex novo con tutti gli effetti collaterali ben noti ed con il loro aspetto “aggressivo” (come potrebbe essere per esempio un antibiotico di ultima generazione o un antivirale). Ovviamente vivendo nel ventunesimo secolo non possiamo pensare di poter prescindere dalla farmacologia moderna ma le Bioterapie possono integrare bene le terapie tradizionali contribuendo per esempio a diminuire le dosi dei farmaci allopatici.

La dinamica è quella per cui, entro una concezione “olistica” (che comprende l’essere umano globalmente in tutti i suoi aspetti fisici, psichici, spirituali), si sfruttino i poteri terapeutici dei prodotti della Natura facendo leva sulle potenzialità di autoguarigione dell’organismo come potrebbe essere per esempio la sollecitazione del sistema immunitario stimolandolo ad aumentare le difese contro le infezioni oppure modulando e regolando le sue funzioni in modo da avere delle reazioni immunologiche più armoniche, e che per esempio evitino o riducano le reazioni improprie come una reazione auto-immune o allergica.

Si tratta comunque sempre di un accompagnamento dolce e naturale evitando di sopprimere il sintomo in modo aggressivo e innaturale col rischio di avere in seguito una recrudescenza della “malattia” e spesso un suo aggravamento espresso sotto altre forme cliniche più profondamente radicate ed estese.

Le Bioterapie vanno intese come terapie integrative, non sostitutive, se vogliamo restare in un ambito terapeutico scientifico sorretto da una responsabilità medica e professionale di tutto rispetto.

Vediamo ora con una trattazione sommaria, semplificata e sintetica le singole principali Bioterapie.

Organoterapia

Negli anni ’70 Tètau e Bergeret pubblicano “Organoterapia diluita e dinamizzata”. Qui vale la legge della diluizione e di identità. (Non la legge di similitudine). Si lavora con estratti d’organo, quindi non è omeopatia classica ma Isopatia e quindi Isoterapia. L’Organoterapia tratta l’organo o il malato somministrando estratti d’organo omologhi diluiti e dinamizzati. Con l’Opoterapia, al contrario, usiamo ormoni estrattivi o di sintesi o estratti d’organo titolati: insulina, calcitonina, tiroxina, ormoni corticosurrenali quindi si estrae o si sintetizza il sostitutivo dell’organo o della ghiandola in ipofunzione. Avviene una messa in riposo dell’organo per feedback negativo con ovvia atrofia dell’organo e necessità di continuare sine die con l’opoterapia sostitutiva. Con l’Organoterapia, quando possibile, si regola, si stimola, si inibisce la funzione dell’organo in causa. La specificità di specie è superata dalla specificità d’organo. La microliofilizzazione garantisce la totale integrità dei siti antigenici immunitari. L’Organoterapico, come un mediatore chimico, si fissa sui recettori d’organo, e l’effetto è dose dipendente. Basse diluizioni tipo 4CH stimolano, medie 7CH modulano regolando, alte diluizioni inibiscono. Le formulazioni galeniche più efficaci sono le fiale bevibili e le supposte che evitano problemi di malassorbimento. (Per chi volesse approfondire: si ipotizza un’azione immunologica. Il processo di eliminazione delle cellule morte o invecchiate è mediato dai linfociti T suppressor e dalla “tolleranza immunologica”. Invecchiando la quota di questi linfociti diminuisce e così la tolleranza immunologica quindi l’organismo non riconosce più come proprie le cellule da eliminare e crea autoanticorpi. L’estratto d’organo sano fornisce a dosi infinitesimali un falso bersaglio agli autoanticorpi spezzando il circuito auto aggressivo. E’ comunque stato evidenziato che l’organoterapico aumenta la tolleranza immunologica dopo appunto la somministrazione di dosi deboli. Una sorta di microvaccinazione organoterapica. Si pensi dunque all’utilizzo nelle allergie…)

Litoterapia dechelatrice

Qui si tratta di minerali e rocce naturali diluiti e dinamizzati: il “Totum” minerale alla D8 che è la concentrazione necessaria e sufficiente per ottenere l’azione terapeutica e la completa solubilità dei componenti minerali. Avrebbero:

  • Azione coenzimatica o catalitica per riattivazione di reazioni metaboliche bloccate dalla patologia in atto.
  • Azione dechelatrice: i catalizzatori possono essere bloccati in grosse molecole che li inattivano. La dechelazione rende disponibili gli ioni e i Sali minerali necessari al metabolismo cellulare. N.B.: anche le diluizioni omeopatiche dei metalli provocano la liberazione parziale dello ione sequestrato così come si fa con gli oligoelementi.
  • Azione recettoriale: il litoterapico riconosce i recettori posti sulla membrana cellulare vi si “aggancia” e permette così l’ingresso dell’elemento carente libero all’interno delle cellule. (dona, cioè, l’informazione alla cellula che ne fa variare la permeabilità di membrana). Nella sezione Articoli verranno pubblicati gli esempi di impostazioni terapeutiche e soprattutto la descrizione delle “Costituzioni Litoterapiche”.

Gemmoterapia o Macerati Glicerici (M.G.1DH)

Vengono usate le gemme e/o i giovani getti delle varie piante medicinali che sono l’espressione del maggior vigore energetico della pianta. 1DH significa alla prima diluizione Hahnemaniana. Il preparato è diluito con 9 parti di una miscela che ha il 50% di glicerina, il 30% di alcol e il 20% di acqua conservati al riparo dalla luce restano efficaci per 5 anni. Le gemme sono ricche in acidi nucleici, vitamine, proteine, enzimi e fattori di crescita. Hanno un’azione centrifuga per drenare, cioè, stimolare gli organi emuntori ad eliminare le tossine accumulate perché occorre poi far “cadere” il rimedio omeopatico su di un terreno ripulito. (Far lavorare organi come fegato, intestino, polmoni, reni, cute con un buon drenaggio si riesce spesso ad evitare l’aggravamento omeopatico per quanto raro. La G. fa parte della grande branca naturopatica della FITOTERAPIA dove si usano per lo più le TINTURE MADRI.

Fitoterapia

Si attua generalmente con le Tinture Madri che attualmente sostituiscono egregiamente e più efficacemente i beveroni e le tisane varie.

Per fare una Tintura Madre si usano: la pianta fresca, una gradazione alcolica al 45-65%, estrazione per macerazione alcolica, un tempo di estrazione di 21 giorni, la decantazione, la spremitura a pressione costante, la filtrazione, l’aggiustamento del grado alcolico, la valutazione del Titolo finale: 10% per le T.M. di origine vegetali, 20% per quelle di origine animale. Vengono utilizzate la pianta intera, le foglie, i frutti, i gambi, la corteccia e le radici. A differenza dei M.G. le T.M. possono essere tossiche se si superano le dosi consentite dal peso del paziente.

Oligo-elementi catalizzatori (Terapia di Ménétrier)

Trattasi di un inquadramento funzionale e non tipologico, infatti si parla di oligo metallo terapia funzionale. Jacques Ménétrier nel 1932 iniziava le ricerche sui diversi “terreni” biologici umani per applicare le grandi possibilità degli oligoelementi in medicina umana. I fondamenti della teoria originale sostiene che:

  • La recettività alle malattie dipende appunto dal terreno del malato.
  • Tale recettività è funzione degli scambi organici (ossido-riduzione ed equilibrio acido-base).
  • Il “terreno” evolve durante la malattia, con l’avanzare dell’età, e si modifica per azione di fattori esterni.
  • Tale evoluzione si può modificare agendo sugli scambi organici che variano per mezzo di alcuni oligoelementi come il Manganese, il rame, l’oro, l’argento, lo zinco, il nichelio e il cobalto.

Riepilogo Diatesi di Ménétrier:

  • Diatesi Iperergica-allergica-artitica: per es. il neonato pieno di vitalità ed energia fino ai 3 aa. Non inquinato con reazioni steniche a tutte le noxe patogene, reazioni forti, fase yang, fase ortosimpaticotonica con risposte forti…tipo risposta febbrile di Belladonna. Quasi occorre dare qualcosa per diminuire quest’eccesso di reattività perché la risposta eccessiva può diventare indesiderata (per es. con atopia a livello cutaneo o allergia) e che vede nel Manganese il suo gestore.
  • Diatesi Ipostenica: dopo i 3 aa o perché non ci son più anticorpi materni, età dell’asilo a contatto con virus, batteri, riscaldamento inadeguato, fase ipoergica e diatesi ipostenica. Bambini sempre malati con faringiti e tonsilliti ricorrenti. La coppia di elementi Mn-Cu manganese-rame gestisce questa fase. Va rinforzato il deficit immunitario.
  • Diatesi Distonica: Stomaco e duodeno sono gli organi bersaglio (gastriti) invecchiamento prematuro vuoi per l’inquinamento ambientale, farmacologico, pillola antibiotica, cortisone, iperalimentazione, vita sedentaria…colite spastica ad esempio può essere compatibile. La coppia che gestisce questa fase è Mn-Co Manganese-Cobalto, in pratica si tratta di adulti con distonia funzionale.
  • Diatesi Anergica: alla fine del ciclo vitale, soggetti anziani più deboli energeticamente o vecchiaia con caduta generale. Dopo malattie anergizzanti e debilitanti. Cu-Au-Ag Rame-Oro-Argento.
  • Diatesi di Disadattamento: da stress dovuto a disequilibrio ipofisi-pancreatico e ipofisi-surrene-gonadi. Può dar luogo a diabete di tipo 2 in soggetti adulti con forte stress. Osteoporosi.

Si prega di notare che queste informazioni sono solo a scopo educativo e informativo e non sostituiscono il consiglio di un professionista medico qualificato. Consultare sempre un medico o un esperto in Medicina Naturale prima di intraprendere qualsiasi tipo di trattamento o terapia.

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