Breve storia dell’omeopatia

Samuel Hahnemann
Samuel Hahnemann

James Tyler Kent
James Tyler Kent

È stata creata dal medico sassone Samuel Hahnemann, nato nel 1755. Nel 1790 inizia, dopo aver esercitato in molte città tedesche, a tradurre la “Materia Medica” di un famoso collega scozzese, Cullen. Quindi scopre con esperimenti su di sé che:

“[…]delle sostanze che provocano una sorta di febbre risolvono le diverse varietà di febbre intermittente.”

Dopo altre sperimentazioni, scrive nel 1810:

l’Organon dell’arte di guarire.

Dopo aver sperimentato molti rimedi e conquistato fama, specie presso una folta schiera di pazienti, viene nominato medico personale del principe regnante nel Ducato di Anhalt-Koetlen. Muore a Parigi nel 1843 dopo essersi risposato; la sua salma riposa al Père-Lachaise, dove la sua tomba è curata dalla società omep. francese.

Le sue intuizioni sono state poi sviluppate e approfondite da innumerevoli discepoli fino ai giorni nostri. Essi hanno contribuito con nuove ricerche e affrontato diverse “materie mediche”, dove sono classificati i vari rimedi in funzione dei corrispondenti aspetti clinici con i loro sintomi.

A titolo esemplificativo, per restare in ambito storico, si può citare il famoso dott. J.T. Kent, medico americano che nel 1987 pubblicò la sua celebre materia medica delle malattie fisiche e mentali. Pioniere geniale, Kent rimane tutt’oggi un riferimento per chi voglia analizzare le cause profonde della malattia.

La ricerca in omeopatia

Gli scopi della ricerca nella medicina omeopatica sono: Dimostrare la validità delle basi dell’Omeopatia, studi rigorosi per migliorare la comprensione delle cure omeopatiche.

Per dimostrare la validità dei rimedi omeopatici si utilizza l’attività biologica, clinica, fisico-chimica, elettro-bio-magnetica. Il metodo utilizzato dai medici omeopati è quello di scegliere i modelli in base al principio di similitudine, l’effetto tossico e biologico dei rimedi, le valutazioni cliniche.

I procedimenti utilizzati dal medico omeopata sono la sensibilizzazione del materiale biologico, la modalità di somministrazione, fattori individuali ed ambientali. I risultati sono la riproducibilità e l’analisi statistica dei dati.

“L’Omeopatia è una “Medicina Individualizzante e situazionale”

Cos’è l’omeopatia

PREMESSA GENERALE PER UNA MEDICINA RESPONSABILE ed ATTUALE:

Le terapie NON convenzionali NON dovrebbero essere definite come alternative, bensì complementari o integrative. Nell’epoca attuale non sono affatto alternative, ad esempio, agli antibiotici o ai farmaci salvavita, perché la ricerca ha permesso passi da gigante.

Ciò nulla toglie all’efficacia dei rimedi omeopatici e bioterapici che integrano perfettamente le terapie tradizionali, sia nel senso di renderle meno tossiche e più efficaci, sia permettendo spesso di diminuirne le dosi terapeutiche spesso dannose per gli innumerevoli effetti collaterali. Inoltre, in una grande varietà di casi, i fitoterapici e gli omeopatici possono egregiamente gestire situazioni dove l’uso di allopatici sarebbe eccessivo, se non dannoso per la salute. È per questo che la visita omeopatica andrebbe eseguita da un medico in grado di valutare i sintomi, le diagnosi precedenti, le analisi cliniche, le radiografie, ecc. ed infine porre un sospetto diagnostico.

Esistono molti approcci di Medicina naturale come la Medicina cinese, le Terapie manipolative, Osteopatia, Chiropratica, Reflessologia, Floriterapie, Musicoterapia, Cromoterapia, Aromaterapia, Spagiria o Alchimia, Cristalloterapia, Reiki, Pranoterapia, Idrocolonterapia, Shiatsu… qui parleremo solo di Omeopatia e delle cosiddette Bioterapie.

L’Omeopatia è stata scoperta da S. Hahnemann, dottore in medicina, che ha scritto l’opera capitale intitolata “organon”: la Forza vitale (principio vitale) domina il corpo materiale, armonizzando le sue parti per gli scopi superiori della nostra esistenza. La restituzione dell’integrità del principio vitale presuppone il ritorno della salute di tutto l’organismo. L’uso di farmaci contrari ai sintomi, dopo un apparente sollievo di breve durata, fa risorgere peggiorati i sintomi. Al contrario, l’uso di farmaci in grado di produrre i sintomi rimuove (in dose opportunamente potenziata e diluita) radicalmente la totalità dei sintomi. Si tratta di creare una “malattia artificiale” che sia il più possibile simile a quella da guarire.

La malattia naturale si deve considerare come l’effetto di una potenza immateriale “nemica” che disturba il principio vitale. Se alla forza vitale viene tolta la sensazione dell’agente patogeno primitivo “ingannandolo” con una malattia simile e più potente, la prima viene a cessare. E siccome quella simulata è soltanto un “inganno” energetico, tutto si modifica evolutivamente. L’individuazione del rimedio adatto al paziente in quel momento del suo “stato di salute” avviene attraverso un interrogatorio da parte del medico e le risposte ottenute verranno poi repertorializzate, così da poter scegliere un solo principio omeopatico detto “simillimum”.

L’Omeopatia si basa su di una Concezione Olistica

Non si può concepire l’organismo come composto da parti separate. Tutte sono unite tra loro in un TUTTO inscindibile di vita e di funzioni. Non esiste un’eruzione sulle labbra senza una perturbazione intera dell’organismo. Così come un organismo singolo fa parte di un tutto ancora più grande. In ogni malattia vi è sempre un’alterazione dello spirito e della mente. Lo stato d’animo del paziente è decisivo. Fondamentale sarà il rapporto umano, in modo tale che per il medico sia possibile individuare il rimedio individuale per quel preciso stato. Si tratta di uno studio approfondito nei dettagli della personalità del paziente e dei suoi sintomi.

Nel corso della storia medica sono stati individuati dei biotipi costituzionali e cioè: il normolineo, caratterizzato dall’armonia delle parti, tipo medio; il brevilineo, tipo picnico, basso, obeso; il longilineo, distrofico, asimmetrico, con iperlassità dei legamenti.

Ai Biotipi corrispondono dei tipi di costituzioni che si definiscono sulla base dei rimedi capostipiti a cui corrispondono, in quanto quei rimedi possiedono caratteristiche patogenetiche in grado di riprodurre ampiamente i quadri clinici che di solito quei tipi presentano.

H. si rese conto che al di là della sintomatologia delle singole malattie esiste un elemento permanente (“miasma”) che la medicina moderna interpreta come una codificazione del DNA cromosomico; così si trovano individualizzate le “diatesi” o insiemi di individui che evolvono nel tempo seguendo un’analoga patologia e che possiedono dei loro rimedi specifici.

L’Omeopatia finisce per essere la semplice applicazione della legge dei Simili e diventa “Omeopatologia” e i rimedi “Omeospecifici”.

Hahnemann ha individuato 3 diatesi cioè 3 modi di reagire e d’ammalarsi di ognuno di noi:

  1. PSORA
  2. SICOSI
  3. LUETISMO

All’interno della Psora in seguito Léon Vannier ha individuato:

  1. TUBERCOLINISMO
  2. CANCERINISMO

Attualmente esistono omeopati cosiddetti UNICISTI (che usano un solo rimedio detto appunto “simile”) inoltre esiste la figura dell’omeopata PLURALISTA che usa più rimedi unitariamente (ad esempio un simile preceduto da un rimedio di terreno detto Diatesico perché riferito alla Diatesi o “nosode” (ad esempio Psorinum come nosode della Psora, poi un rimedio costituzionale per esempio Phosphorus ed infine il simillimum come ad esempio Natrium Muriaticum. Esiste poi la figura dell’Omeopata COMPLESSISTA, quest’ultimo usa un complesso di rimedi già preparati dalle case farmaceutiche omeopatiche. L’omeopatia può curare sia le patologie ACUTE che le patologie CRONICHE.

bruno becchioBruno Becchio © 2024.